In Val d'Orsigna

Dove il tempo è scandito dalla natura

La Val d'Orsigna

Orsigna, Alpe Ursina della Montagna di Pistoja nella valle del reno. Casale e torrente omonimo con chiesa parrocchiale (S.Atanasio) nel piviere di Gavinana, Comunità di Porta al borgo, Giurisdizione Diocesi a circa 16 miglia a settentrione di Pistoja, Compartimento di Firenze. Siede sull’Appennino nel fianco orientale di un profondo avvallamento del monte dell’Uccelliera percorso dal torrente Orsigna, il quale scende alla sinistra del fiume Reno in cui si perde, lasciando dirimpetto a settentrione una foresta di faggi. E’ dubbio se questo vico d’Orsigna corrisponder dovesse il luogo Orsiana dove possedeva beni prima del mille un Conte Teuducio di Pistoja il quale nel 2 novembre 944 donò varie sostanze alla cattedrale di Pistoja, compreso un podere posto a Camarese presso Orsiana. Certo è che questa è quell’Alpe Ursina rammentata tra i feudi dei conti Guidi nei diplomi concessi e confermati a quei dinasti dagl’imperatori Arrigo VI e Federigo II, sebbene una porzione della stess’Alpe d’Orsigna spettasse al distretto del Castello di Batoni, dagli uomini del qual Comune per istrumento del 13 Maggio 1374 furono alienati per sei anni i pascoli e le selve dell’Alpe Orsigna.

(Dizionario geografico Fisico della Toscana di E. Repetti, 1835)

Un’origine leggendaria del toponimo Orsigna narra di una mitica Principessa Orsina, di cui i resti del suo castello si potevano scorgere fino a cinquanta anni fà dietro la borgata, oggi disabitata , denominata appunto Il Castello. La leggenda narra anche che la principessa fosse protetta da un manipolo di soldatesse, che d’estate erano use prendere il sole nude sul poggio denominato ancora oggi “delle ignude”

Poggio delle ignude

La Val d’Orsigna, una delle poche valli chiuse d’Italia, che ha conservato una natura incontaminata ricca di acque limpide, castagni, faggi, abeti e pascoli, è sempre stata terra di pastori, carbonai, mugnai e poeti di contrasto. Le acque salmonidi del suo torrente e dei suoi fossi sono sempre state ricche di trote e broccioli citati anche dall’Artusi nel suo trattato “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Le stesse acque sono state sempre utilizzate in guisa di forza motrice per alimentare le macine in pietra, usate per macinar castagne, dei numerosi molini presenti nella valle.

Poggio delle ignude

La Val d’Orsigna era il luogo, “ombelico del mondo” a cui sempre tornare del grande amico Tiziano Terzani, uno degli ultimi grandi viaggiatori, ed è il luogo dal quale ha intrapreso il 28 Luglio 2004 il suo ultimo viaggio.

valdorsigna4.jpg