Il percorso che da Orsigna conduce a Monteacuto delle Alpi, passando per quelli che oggi sono sentieri dissestati, aveva in passato una notevole importanza storica, sociale e commerciale.
Fin dal 1222, infatti, è documentata l’esistenza di una strada che da Orsigna (Pistoia) arrivava fino a Monteacuto delle Alpi (Bologna) passando dal Termine, Porta Franca, il passo del Lupo e il passo della Donna Morta: si trattava di una delle principali vie di comunicazione fra il territorio di Pistoia e il comune di Bologna, ossia di una sorta di “autostrada del Medioevo”.
Lungo questo percorso transitavano costantemente persone, animali e merci. Era tale la sua importanza che nel 1298 ebbero luogo importanti lavori di manutenzione, menzionati dallo storico Cherubino Ghirardacci nella sua Historia di Bologna, edita nel 1605: “... alli 14 di novenbre Bolognesi e Pistoiesi fecero accomodare la strada per cui si và dalla città di Bologna alla città Pistoia, accioché fosse sicura, e che le mercantie di chi andava, e ritornava a piedi e a cavallo fossero sicure...”.
Il sentiero, oltre a essere battuto da mercanti e persone di passaggio, era costantemente sorvegliato: nella zona oggi emiliana, all’inizio del XVI secolo passavano in perlustrazione le guardie del Papa, mentre sul versante toscano erano i gendarmi del granduca di Toscana a controllare il territorio.
Per attraversare il confine era necessario pagare un dazio; la storia di questa antica dogana si conserva nel nome di una fonte, ancora oggi chiamata “La Gabelletta”, mentre il confine è ricordato in un passo detto “del Termine”. Le dogane, tuttavia, venivano spesso aggirate, come dimostrano i toponimi “Portafranca” e “Poggio dei Malandrini”, presenti nella valle dell’Orsigna.
I viandanti che attraversavano il confine, inoltre, potevano contare sull’ospitalità, senza dubbio spartana, di una locanda che sorgeva all’inizio del percorso, presso il cosiddetto “Pian dell’Osteria”. Anche in questo caso il toponimo riflette l’importanza storica del luogo e del tracciato, e una pietra riportante la data del 1606 ci ricorda l’anno di fondazione della locanda.
Nel 1779, inoltre, il granduca di Toscana Pietro Leopoldo fece realizzare la grande “terminatione” dei confini del granducato: i limiti puramente geografici, costituiti dai crinali dei monti, furono attentamente studiati dagli ingegneri del granduca e del papa, che disegnarono mappe del territorio pervenute fino a noi. Gli ingegneri, inoltre, definirono i confini anche sul terreno, piantando lungo il crinale numerosi “cippi confinari” cilindrici, a breve distanza l’uno dall’altro, ancora oggi visibili lungo il percorso che da Orsigna porta a Monteacuto delle Alpi.
Con l’avanzare del progresso e la costruzione di strade più moderne, questo tracciato ha perso la sua funzione di grande via di collegamento tra le due regioni. Non ha perduto, tuttavia, la sua bellezza paesaggistica e la varietà della flora e della fauna che lo contraddistinguono, oggi come in passato. E non ha perduto nemmeno il suo patrimonio storico, che urge recuperare, per tornare a vedere il percorso con gli stessi occhi dei mercanti medievali.