Il Molino di Berto

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Vecchio molino situato in località il Fosso, a 100Mt. dalla piazza, è stato restaurato e inaugurato nel Luglio 2003 lasciando inalterata la sua struttura esterna.

In questi pochi anni ha acquisito la sua specifica connotazione di locale adibito a somministrazione e degustazione di prodotti tipici e a locale di trasformazione dei frutti del bosco quali mirtilli, funghi, lamponi, etc..

Gestito direttamente e volontariamente dai nostri Soci è diventato un luogo di aggregazione e socializzazione piacevole dove è possibile oltre che gustare le specialità della ns. valle come i Tortelli, l’Erbata, i Mattugi, il Castagnaccio, i Funghi, il Pecorino A Latte Crudo, gli Zuccherini, etc. passare qualche ora in un’atmosfera di altri tempi ascoltando musica e cantando vecchie canzoni.

Grazie all’iniziativa di ARCI PESCA abbiamo già deciso di inserire nel menù il piatto seguente:

Trote ai Porcini

Ingredienti per sei persone:

6 Trote da 250 gr., 2 Cipollotti, 400 gr. di Porcini, 1 rametto di Timo, 1 mazzetto di nepitella, 70gr. di burro/olio, 1 Limone, 100 gr. di farina, 1 litro di vino bianco secco, sale, pepe.

Lavare ed asciugare bene le trote; preparare una marinata con il vino, il succo del limone e immergervi le trote per circa un’ora. Pulire e tagliare a fettine i porcini quindi farli rosolare in burro/olio con un cipollotto, cosparsi di timo e nepitella tritati. A fine cottura salarli e peparli.

Scolare le trote, passarle nella farina, tritare il cipollotto rimasto e farlo dorare con olio/burro quindi unire le trote e farle rosolare per due minuti, girandole. Bagnare con il vino far sfumare, salare e pepare. Coprire le trote con i porcini, bagnare con il vino e porre in forno a 200 gradi per 10 minuti.

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Inno ai Molini

Il poeta di contrasto Soriano CAPORALI Il poeta di contrasto Guido VIVARELLI
Da sempre un’aspra valle montanara Un giorno un montanaro intelligente
Ricca di acqua pura di sorgente in quei paraggi venne a capitare
Orsignani di allora la ignorava Molto capiva lui nell'esperienze
Ma qualcuno a quell’acqua pose mente guardare quelle loggette lì venne a guardare
Passano gli anni! Alcune primavere! Io non sono un proferta e ne indovino
Sasso su due, là nella scogliera ma forse quello lì era un molino
Lavoro duro fino a tarda sera  
Correva l’acqua! E macina non c’era Allor prende la falce, roncola e pennato quella frattaglia viene a ripulire l'emblema del molino alla luce ritornato
Venne coperto il tetto e fu baldoria Coi muri forti e sani e sempre in pernio
Con la gente che stava a lui vicino ora staranno in vita per l'eterno
Metà percorso! Ancora non cè gloria Un gruppo di soci della Val d'Orsigna
Ma ha tutte le sembianze di un molino O che il molino hanno ristaurato o con tanta fatica e tanta cura
E disse Giamba! Gente seminate! intatta resta l'antica architettura
L’acqua non manca! Macine ci stanno  
Portatemi castagne ben seccate  
Vi rendo farina senza danno